Il Karma e le nostre azioni
Indaghiamo oggi sulla parola Karma. Questa deriva dalla radice del verbo sanscrito Kr che significa fare, agire e assume il significato di “azione“.
E a seconda del contesto, può indicare anche la reazione collegata a tale azione.
Karma è un termine sanscrito (कर्म, traducibile come agire, azione inizialmente inteso come esecuzione corretta dei rituali) che indica presso le filosofie orientali il principio di causa-effetto, un principio di concatenazione secondo il quale ogni azione provoca una reazione, vincolando gli esseri senzienti al Saṃsāra (il ciclo di morti e rinascite).
È la parte non-materiale delle azioni, ed è la causa del destino degli esseri viventi.
Il concetto di karma, sviluppato nelle Upaniṣad e nel Vedānta, è centrale nell’ Induismo, nel Buddhismo, nel Sikismo e nel Jainismo.
In Occidente si diffuse nel corso del XIX secolo, divulgato dalla Società Teosofica ed è al centro di molte discipline New Age. Nel Neopaganesimo e nella Wicca in particolare, il karma è legato alla genesi della Rede (Finché non fai del male a nessuno, fa’ ciò che vuoi) e della Legge del tre.
Fa riferimento fondamentalmente alla legge universale di causa ed effetto; la legge del karma è simile alla legge della meccanica di Newton che stabilisce ” Per ogni azione c’è una reazione uguale e contraria“.
La sola differenza fra queste due leggi è la sfera di esistenza che ciascuna abbraccia.
Il concetto di karma ha come caposaldo la polarità per cui l’universo mantiene uno stato di equilibrio (la “Legge” dell’equilibrio), ed è inseparabile dalla teoria della reincarnazione.
Nell’interpretazione dell’oroscopo e di carte natali quasi ogni fattore può essere ritenuto karmico o avere implicazioni karmiche. Tuttavia alcuni specifici aspetti astrologici rivestono una rilevanza maggiore.
Chiara Pannullo



















































